
Canon è stato il primo grande marchio ad annunciare quest’anno il rinnovamento del suo modello d’ingresso alla fotografia professionale. La 40D eredita ben poco dalla 30D che sostituisce, a parte il target, e beneficia di notevoli aggiornamenti, a partire dal sensore.
Per il nuovo CMOS è stata fatta la scelta conservativa di non superare i 10 Megapixel, due in più della 30D, per assicurare un miglior controllo sul noise a ISO alti, e il sensore è protetto da un filtro a vibrazioni ultrasoniche per la riduzione della polvere all’accensione e allo spegnimento della fotocamera (disattivabile), del tutto simile a quello che equipaggia la 400D. Se la polvere è troppa è possibile creare uno scatto che serva da “mappa†dei residui ed eliminarli sul PC con il software in dotazione.
Il corpo è tutto in magnesio, completamente tropicalizzato contro polvere e umidità , costruito in Giappone per assicurare la massima precisione di assemblaggio. Il peso è relativamente contenuto, 822 grammi compresa la batteria, ma la 40D rimane piuttosto ingombrante, pur non avendo l’impugnatura verticale delle professionali di fascia alta.
Per un fotografo abituato alla 30D o a un’altra Canon, la continuità è perfetta, e l’ergonomia anche, sia nell’impugnatura che nella visione attraverso il luminosissimo pentaprisma con il 95% di copertura. I menu hanno il consueto aspetto professionale, con pochi aiuti per il neofita. Il controllo è totale e ci sono tre memorie per le impostazioni custom e la possibilità di definire un menu personalizzato con le sole voci desiderate.
Premendo il pulsante Set sul retro si attiva il live preview, che alza lo specchio e mostra il soggetto inquadrato sul display da 3 pollici, a risoluzione non molto elevata ma con un eccellente angolo di visuale.
La visione è fluida ed è possibile ingrandire l’immagine fino a 10x e far apparire anche l’istogramma in tempo reale. Per la messa a fuoco si deve premere il tasto AF-ON, a portata di pollice, e lo specchio si riabbasserà per il tempo necessario a consentire al sistema TTL a 9 punti di fare il suo lavoro. Non è prevista, per la modalità live, la messa a fuoco a contrasto, che avrebbe reso più rapida la procedura evitando il movimento dello specchio.
Sul campo la 40D si è rivelata in grado di ottenere scatti di qualità elevatissima in ogni condizione di luce. A 1600 ISO senza noise reduction gli scatti sono ancora perfettamente usabili, privi di artefatti e ricchi di dettagli, con solo qualche macchia di colore rossastro. Il nuovo sistema di riduzione del rumore cancella questi errori cromatici al prezzo di una leggera perdita di informazioni. Malgrado il sensore sia più “denso†di quello della 30D si è mantenuta quindi praticamente la stessa sensibilità in condizioni di luce scarsa. Canon rimane il riferimento da battere in questo campo.
Quanto alla velocità , la 40D con il processore Digic III è sempre pronta e garantisce una raffica di oltre 6 fotogrammi al secondo che si mantiene per più 70 scatti in JPEG prima di esaurire il buffer. È possibile esercitare un controllo molto fine sul colore e la nitidezza, e regolare da -2 a +2 EV l’effetto del flash integrato, che ha numero guida 13 e può essere sincronizzato fino a 1/250 di secondo.
Alzare il flash è anche l’unico modo per ottenere una luce di assistenza alla messa a fuoco, che peraltro funziona comunque sempre molto bene, pur essendo un sistema meno sofisticato di quelli adottati dai modelli di fascia più alta. Dove la Canon ha mostrato qualche carenza è nel bilanciamento del bianco automatico con luce al tungsteno: in questo caso è necessario operare manualmente su campione, se non si vogliono scatti caratterizzati da una forte dominante arancione. Per un uso professionale c’è poi una gamma di accessori di prim’ordine, a partire dal battery grip con seconda batteria e trasmittente Wi-Fi, che consente il completo controllo.
Aldo Ascenti – Pc Open Labs

Questa A700 è la prima fotocamera a rappresentare veramente l’integrazione dell’innovazione Sony con la tradizione tecnologica Minolta. Da quando lo storico marchio è stato acquisito dal colosso giapponese, gli appassionati aspettavano un prodotto come questo, capace di guardare al futuro sostituendo la vecchia 7D. Malgrado le generose dimensioni, il corpo in alluminio e magnesio, sigillato contro gli agenti atmosferici, non è troppo pesante, circa 770 grammi compresa la batteria, l’impugnatura molto sagomata è comoda e la disposizione dei pulsanti davvero ben studiata, con l’unico limite dell’assenza del display LCD secondario. I dati di scatto vanno quindi letti nell’oculare basato su un luminoso pentaprisma in vetro ottico o dallo schermo principale. Quest’ultimo è un favoloso 3†da oltre 900 mila pixel, per una risoluzione di 640×480 pixel, con trattamento antiriflesso e capace di assicurare anche un buon angolo di visuale.
Un simile schermo consuma energia e anche per questo la Sony è dotata di un sensore che spegne l’Lcd quando si avvicina l’occhio al mirino. Al centro di tutto c’è il nuovo sensore, un CMOS da 12 megapixel che integra la decodifica analogico/digitale, capace di lavorare senza difficoltà a 1600 ISO, e di salire fino a 6400 ISO, anche se con un’ovvia perdita di dettagli. La “grana†è molto contenuta, anche se sul grigio compare come piccole aree di colore rossastro a partire da 800 ISO, che vengono controllate dal noise reduction, impostabile su tre livelli, a partire da 1600 Iso o da pose più lunghe di un secondo.
A ltra peculiarità di questa reflex, direttamente ereditata dalla tecnologia Minolta, è la presenza di un sistema di stabilizzazione su cui è montato direttamente il sensore. In questo modo si può risparmiare acquistando ottiche non stabilizzate, e ci si assicura il vantaggio di avere sempre da due a quattro stop in più per evitare il mosso. Si tratta di un sistema davvero molto efficace. Con la A700 viene fornita un’ottica in kit, che rappresenta però uno dei punti deboli di questa reflex. Malgrado la buona escursione di zoom, equivalente a un 27-105 nel formato a 35 mm, si tratta di un prodotto non all’altezza delle prerogative della A700, che andrebbe valorizzata con una lente più luminosa e precisa.
La velocità è uno dei vantaggi di questa fotocamera. Il sistema di messa a fuoco a 11 punti è preciso e rapido anche con poca luce, e può farsi aiutare da un potente illuminatore di colore rosso che agisce fino a 7 metri. La A700 consente raffiche di 5 frame per secondo, e ci vogliono circa 15 scatti per esaurire il buffer con qualsiasi formato di file. Peraltro la Sony può sfruttare un nuovo Raw compresso, che sfrutta un algoritmo lossless, ovvero capace di ridurre la dimensione dei file senza perdere nulla in termini di qualità e dettagli dell’immagine.
Considerando che gli scatti della Sony sono da 4.288×2.856 punti, si capisce l’utilità di una simile opzione. Le foto possono essere catturate con un rapporto 3:2, quello del sensore, oppure 16:9, pensando di mostrarle su un televisore ad alta definizione. Per questo è presente il connettore HDMI e in dotazione c’è un completo telecomando per gestire a distanza le presentazioni. Quanto al supporto di memorizzazione, Sony non rinuncia alle sue Memory Stick, che possono essere alloggiate accanto alla più sfruttabile Compact Flash, con collegamento UDMA ad alta velocità . C’è anche il sistema di riduzione della polvere del sensore, ma manca il live-view, ormai quasi standard per prodotti di questa categoria. Sul campo questa reflex piace per la sua prontezza, per i menu molto leggibili e professionali e per le tre memorie utente per la definizione di parametri personalizzati.
I parametri di scatto possono essere mostrati in forma concisa o completa, e tutte le funzioni sono chiaramente accessibili anche per i meno esperti. Se avete già un buon parco ottiche con attacco Minolta, la A700 è quasi una scelta obbligata.
Aldo Ascenti – Pc Open Labs

Nasce la R8, nuova compatta Ricoh che prende il posto della R7, con la quale però condivide molte caratteristiche a cominciare dallo zoom con escursione focale equivalente 28-200 mm. Però rispetto alla macchina che sostituirà impiega un sensore CCD da 10 Megapixel. L’ormai immancabile compensazione delle vibrazioni è affidata a un sistema che provvede a spostare il sensore in funzione del movimenti non voluti della fotocamera, particolarmente utile sia per le riprese alla massima focale sia per le riprese macro, possibili fino a una distanza minima di 1 cm dall’obiettivo.
La R8 è dotata anche di una funzione di riconoscimento dei volti, che permette di regolare automaticamente messa a fuoco, bilanciamento del bianco ed esposizione per una resa ottimale dei visi. Il display LCD da 2,7†ha una risoluzione di 480.000 pixel e permette di ingrandire le fotografie fino a 16 volte per consentire una migliore valutazione della nitidezza delle immagini riprese, registrate su schede di memoria SD o SDHC.
Da sottolineare che la R8 è dotata di una funzione di ripresa con un rapporto di dimensioni 1:1 delle immagini. Questo formato quadrato, già utilizzato nei modelli Caplio GX100 e GR DIGITAL II, propone una composizione con un aspetto piuttosto diverso rispetto ai formati standard rettangolari in verticale od orizzontale.
La R8 sarà disponibile da marzo nei colori classic, nero e argento. Il prezzo non è ancora stato comunicato.

Nikon rinnova la sua linea compatte digitali Coolpix con sette nuovi modelli, due per la serie Life (L16 e L18), quattro per la serie Style (S600, S550,S520 e S210) e una per la serie Performance (P60).
Tutte le nuove macchine dispongono delle funzioni Nikon Image Innovations, per l’ottimizzazione delle immagini “on-cameraâ€, del sistema VR (Vibration Reduction) o della modalità AE di stabilizzazione dell’immagine e della modalità High ISO, per consentire gli scatti anche in condizioni di luce debole. A ciò si unisce il nuovo sistema di elaborazione delle immagini Nikon EXPEED volto a migliorare la qualità delle foto e incrementare la rapidità operativa
Tutte le Nikon Coolpix sono dotate di obiettivi Zoom-Nikkor e permettono inoltre di registrare filmati in qualità TV da 30 fotogrammi al secondo con audio. Vediamole un po’ in dettaglio
La L16 è dotata di una risoluzione da 7,1 megapixel e di uno schermo LCD da 2,8 pollici. Dispone di uno zoom ottico 3x (35 x 105 mm) e un’escursione diaframmi pari a f/2.8- f/4.7.
Contraddistinta da un design semplice e funzionale, integra il Modo Auto facile, che agevola le riprese grazie al controllo integrale delle impostazioni.
La L18 è caratterizzata da una risoluzione da 8 megapixel e da uno schermo LCD da 3 pollici a 230.000 punti. L’obiettivo è ancora uno zoom 35 x 105 mm e la gamma ISO coperta va da 64 a 1600 ISO.
Dal canto suo, la S600 offre una risoluzione da 10 megapixel nel corpo camera più piccolo della sua categoria. È inoltre dotata di un obiettivo grandangolare 4x (equivalente a 28 – 112 mm) e dispone della tecnologia incorporata di decentramento di stabilizzazione VR per ridurre gli effetti causati dal movimento della fotocamera. Lo schermo LCD è da da 2,7 pollici a 230.000 e la sensibilità arriva fino a ISO 3200 con controllo manuale o automatico.
Il sistema di elaborazione delle immagini della Coolpix S600, basato sulla tecnologia Nikon EXPEED, consente la velocità di risposta più rapida oggi disponibile: tempo di avvio pari a 0,6 secondi; ritardo allo scatto pari a 0,005 secondi
Racchiusa in un corpo in lega di alluminio, la S550 è oggi la compatta digitale più piccola al mondo nella sua categoria. Dispone di uno zoom ottico 5x (36 – 180 mm), di una risoluzione da 10 megapixel e di un monitor LCD da 2,5 pollici a 230.000 punti con visione angolare da 160 gradi. La macchina annovera diverse modalità scene, tra cui “Riconoscimento dei sorrisi†(la fotografia viene scattata automaticamente quando viene rilevato un sorriso) e “Avviso occhi chiusiâ€, che si attiva nell’eventualità che il soggetto abbia chiuso gli occhi e consente così di ripetere immediatamente lo scatto.
Risoluzione da 8 megapixel e schermo da 2,5 pollici con rivestimento antiriflesso caratterizzano la S520, la quale possiede inoltre uno zoom 3x (35 – 105 mm) con decentramento ottico VR per la stabilizzazione delle immagini. La sensibilità può essere estesa fino a ISO 2000 e sono presenti alcune opzioni di ripresa innovative: tra queste citiamo la più singolare “Alimentiâ€, che permette di fotografare le prelibatezze preferite anche in luoghi scarsamente illuminati e dove è vietato l’uso del flash.
Dotata di una risoluzione da 8 megapixel e di un corpo camera in alluminio, la nuova S210 dispone di uno zoom 3x (38 – 114 mm). Al display LCD da 2,5†e 230.000 pixel, la digicamera associa una sensibilità massima equivalente a ISO 2000 e un sistema automatico capace di selezionare l’impostazione ISO più adeguata in caso di luce debole.
Alla gamma Performance attuale (P50 e P5100) si aggiunge la P60, una fotocamera con risoluzione da 8,1 megapixel, obiettivo zoom 5x (equivalente a 36 mm – 180 mm) e schermo LCD da 2,5 pollici con mirino elettronico. Oltre alle funzioni Nikon Image Innovations, questa macchina offre un range di sensibilità estendibile fino a ISO 2000, controllabile manualmente o in automatico.
Tutte le nuove Coolpix saranno disponibili entro il mese di marzo e i prezzi varieranno da un minimo di 130 euro a un massimo di 320 euro.
Oggi è San Valentino quindi perchè non rendere il nostro desktop in stile valentino?
Ecco dei wallpaper di San Valentino da scaricare gratuitamente:


